Roberto Giordano

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di Pino Currà

È stato un evento storico per tutta la comunità miletese e per l’intera regione Calabria. Nei giorni scorsi, uno dei suoi figli più cari, il pianista Roberto Giordano, si è esibito in un recital di grande successo, assieme al famoso Basso-baritono Josè Van Dam, al teatro alla Scala di Milano. Una serata memorabile alla quale non è voluta mancare una folta rappresentanza di cittadini miletesi. Tra questi, il vescovo Domenico Tarcisio Cortese, arrivato appositamente da Verona, dove ha partecipato al quarto convegno della chiesa italiana. A rappresentarne l’Amministrazione comunale sono stati presenti il primo cittadino Rocco Condoleo, il vice sindaco Fortunato Giordano, l’assessore al Turismo Anna Delia Massara e il delegato alla Cultura Fortunato Muzzopappa. Circa tre mila gli spettatori, tra questi l’ambasciatore emerito del Belgio, Jan Willems e molte personalità straniere munite di apposito spartito, che per un’ora e mezza si sono lasciati coinvolgere dalle note uscite per incanto dall’arte pianistica di Roberto Giordano e dalla voce del famoso basso-baritono belga. È stata la prima volta alla Scala per un Roberto che, dall’alto dei suoi venticinque anni di età, all’entrata sul palco, ha provato “la sensazione fantastica di una platea che con il suo calore diventa un tutt’uno con l’artista, coinvolgendolo in un unico enorme abbraccio”. I due artisti si sono esibiti, quasi in simbiosi, nella famosa opera Winterreise (Il viaggio d’inverno) di Schubert, il ciclo di 24 melodie che racconta le diverse tappe invernali della vita di un giovane.

Subito prima del recital, il commovente abbraccio tra Roberto con la madre Antonietta, arrivata appositamente dalla Calabria. La stessa, assieme al padre e alla fidanzata belga, per tutta la durata della performance lo ha accompagnato dal palco Reale spiritualmente per mano. Una emozione che ha coinvolto tutti gli astanti e lo stesso Roberto. Iniziata quando il pianista da dietro il palco, di nascosto, ha visto il pubblico affluire nella platea. Continuata quando a prendere il sopravvento sono state le note e le melodie create dai due artisti. Esplosa alla fine dell’ultimo accordo di pianoforte, allorquando il caloroso applauso del pubblico, protrattosi ininterrottamente per otto minuti, ne ha sigillato, se mai c’è ne fosse stato bisogno, la piena consacrazione. E a darne ulteriore conferma, l’ovazione elevatasi dal loggione, storica anima critica e termometro di apprezzamento della Scala, e le sette uscite di ringraziamento che Josè Van Dam ha voluto effettuare tenendo per mano e ringraziando pubblicamente il giovane pianista miletese.

Lo stesso direttore artistico Fortunato Artombine, al termine del recital, ha voluto fare i complimenti a Roberto Giordano. “Un’atmosfera unica – ha affermato l’artista miletese – che solo un teatro come la Scala può regalare. Davanti ad un pubblico che ti comprende veramente e con il quale si riesce a dividere le emozioni e tutto quello che tu stai, in quel momento, trasmettendo. Esibirsi alla Scala – ha aggiunto – vuol dire sentirsi addosso la responsabilità di una grande tradizione e di una eredità lasciata da tutti i grandi artisti, tra i quali lo stesso Giuseppe Verdi, che, in varie epoche, si sono succeduti su questo palco”. Un Roberto Giordano che fa dell’umiltà la sua forza, sempre disponibile e che, nonostante la sua giovane età, vanta una carriera artistica che lo ha portato e lo porterà ad esibirsi nei più grandi teatri del mondo.